Intervista con
Fausto Lucà Presidente Flex
SILVIA MIGLIORINI E APPLE PRESS GROUP: UN SUCCESSO TUTTO ROSA
Essere donna e guidare un'impresa molto spesso è "una grande impresa", ma alcune donne ci credono e riescono a realizzare il loro sogno. Il segreto del successo?
La convinzione di potercela fare, il forte desiderio di autonomia, l'attitudine ad andare incontro al cliente e accettare le sfide del mercato. Ed è questa l'immagine che emerge di Silvia Migliorini, presidente di Apple Press Group a Modena.
Quali sono le motivazioni che l'hanno condotta a intraprendere una carriera imprenditoriale in questo campo?
Sono quel tipo di donna che non è mai stata capace di stare con le mani in mano. Sono molto curiosa e sono molte le aree che mi interessano e che cerco di conoscere ed approfondire tutte le volte che posso. I miei inizi nel campo imprenditoriale nascono proprio da questa mia indole. A pochi mesi dalla nascita di mio figlio Simone, scalpitavo già. Mi guardavo intorno alla ricerca di una possibile strada da intraprendere per creare qualcosa di unico e non ancora conosciuto, orientandomi nel campo della pubblicità e della comunicazione. Nasce così, nell'81, Apple Press Group.
Come ricorda i primi tempi e chi l'ha appoggiata?
I primi tempi, ma devo dire ancora oggi è così, sono stati davvero appassionanti. L'azienda negli anni è diventata leader di riferimento nei settori dell'editoria (con free press di annunci economici, mensili fotografici settoriali, magazine locali di contenuto), della distribuzione di materiali pubblicitari e della comunicazione integrata per le aziende. Per arrivare a questo risultato mi sono avvalsa della collaborazione fondamentale, fatta di creatività e intuizione, di molte persone a me vicine. Per tutto questo devo anche ringraziare moltissimo la fiducia che mio marito mi ha dato e alcune collaboratrici che mi hanno seguito quando ancora non c'era nulla di concreto.
Come si descriverebbe come imprenditrice?
Ho sempre ritenuto che la passione per il lavoro e soprattutto verso le persone sia il modo più semplice per crescere. Questa mia convinzione mi porta a interessarmi di chi collabora con me e a cercare di fare il possibile affinchÉ riescano a trovare gratificazioni importanti in ciò che fanno. Credo profondamente negli altri e sono convinta che questo mio modo di essere mi abbia aiutata nel creare la mia azienda.
Qual è la sua caratteristica distintiva?
L'etica, la coerenza e la volontà. Ho sempre preteso molto da me, e mi aspetto dagli altri esattamente lo stesso.
In merito alla sua esperienza, quali sono le difficoltà maggiori nel creare una squadra di collaboratori che condividano e portino avanti concretamente la sua idea imprenditoriale?
Con l'esperienza ho capito che ci sono persone diverse, con propensioni e motivazioni al fare differenti. Per coloro che vedono il proprio lavoro come solo un mezzo di sostentamento, l'ambiente e i colleghi rappresentano una parentesi della loro giornata. In questo caso l'imprenditore stesso non può fare altro che dare direttive precise e stabilire compiti adeguati. Per cui ad oggi ho accettato che alcuni, molto preparati e capaci, possano collaborare con me pur non comprendendo appieno il valore dell'identità aziendale e delle strategie proposte. Mentre con molti altri posso invece far sì che sogni e progetti in essere diventino realtà importanti. Inutile dire che al mio fianco a lungo andare rimangono i collaboratori che hanno compreso l'importanza del loro valore e che
danno, con la loro motivazione, un contributo forte a tutta la squadra.
Quali sono secondo lei gli strumenti per creare un team determinato e competente?
Potendo parlare di un gruppo di lavoro davvero vincente, penso che la passione, la caparbietà e la condivisione di un sogno siano caratteristiche che fanno la differenza.
Lei è una persona molto motivata. Ritiene la motivazione come una delle componenti di successo di un team vincente? E come la trasferisce?
Come leader del gruppo amo molto rendere partecipe chi collabora con me, della direzione che intendo perseguire in termini di sviluppo e qualità imprenditoriale. Sono certa che tutto ciò debba legarsi strettamente al valore della mission aziendale, che deve motivare e avvincere, essere quanto più chiara possibile e arrivare a tutti attraverso una comunicazione motivante. In tal senso, il percorso formativo intrapreso con Studio G.R. si è rivelato davvero importante e determinante per allineare gli scopi personali con quelli aziendali in maniera tangibile.
Qual'è la carta vincente di Apple Press Group a fronte di una concorrenza agguerrita?
Oggi, l'aver puntato moltissime energie in una consulenza competente e mirata alle necessità dell'interlocutore ci ha dato la possibilità di fidelizzare clienti importanti. Ma è stato possibile perchÉ sono le idee e chi, all'interno e all'esterno dell'azienda, le porta avanti con dedizione e determinazione, a fare la differenza. Per ottenere risultati straordinari bisogna credere in ciò che si fa, aldilà dei servizi e prodotti che si offrono.
Qual e' la sua ricetta per il successo? Un consiglio per una giovane imprenditrice agli inizi della propria carriera?
Tre cose: passione, tenacia, umiltà (quanto basta).
Una domanda che non le ho fatto ma che avrebbe voluto le porgessi?
Qual è la nostra caratteristica peculiare: Apple Press Group ha 55 collaboratori e ben 50 sono donne. Impossibile non avere successo!!
Il libro sul comodino: testi di marketing, comunicazione e strategie aziendali, oltre a qualche buon romanzo.
Riflessione personale: lasciare un'impronta nel mondo imprenditoriale modenese e, perchÉ no, nell'"Azienda Italia".
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FLEX: QUANDO LA PASSIONE FA CORRERE..ANCHE IN FORMULA UNO
Incontro il signor Fausto Lucà nel nucleo operativo dell'azienda. Entrando si respira un'aria galvanizzante. Guardando i collaboratori all'opera, capisco che c'è qualcosa che sta creando grande energia e soddisfazione. La cosa mi incuriosisce non poco perciò chiedo cosa sta succedendo. La risposta non si fa attendere: mister Ron Dennis della scuderia MacLaren con il suo elicottero privato è atterrato a Brescia, area fiera, per visionare il paddock realizzato dagli uomini di Flex. L'incontro è andato benissimo e il presidente MacLaren con il suo staff sono rimasti molto soddisfatti della realizzazione del paddock che li seguirà in Formula Uno. Un altro risultato brillante per una azienda italiana che sa farsi valere con grande professionalità e grinta anche all'estero.
Quali le motivazioni che l'hanno condotta a intraprendere una carriera imprenditoriale in questo campo?
Alla fine degli anni 80, dopo 15 anni di lavoro in medio oriente, volevo reinventarmi un'altra vita. Avevo di fatto deciso di chiudere quel ciclo per qualcosa di nuovo. Il settore l'ho scelto dopo alcuni viaggi negli Stati Uniti e per la curiosità di dare vita a qualcosa che qui in Italia non sussisteva ancora. Esisteva di fatto un'esigenza, un vuoto importante che però non si vedeva. Quindi mi attendeva una bella sfida; c'era tutto da fare, tutto da costruire e creare. Con questa prospettiva sono nati tutti i prodotti Flex.
Come ricorda i primi tempi?
Bellissimi! Come adesso direi; con la differenza che la fame, gli stipendi che non avevo perché per due anni ho lavorato gratuitamente per via di altre priorità, mi davano un'adrenalina, una forza e se possibile una marcia in più!
Ci sono persone che l'hanno aiutata all'inizio?
Come no! Tutti quanti. Mia moglie in primis per tutta la pazienza avuta. Il socio iniziale che ha collaborato con me per un anno, perché sicuramente mi ha fatto capire le potenzialità del progetto. Forse senza di lui non avrei neanche tentato l'impresa. Altra figura fondamentale la mia prima impiegata, Miriam, che assolutamente ha creduto in questa avventura rinunciando a un posto "sicuro e importante" per venire in quello che allora era poco più di un garage con un collega, io, che faceva un po' di tutto; di fatto ero il classico "one man show" per intenderci. Miriam è stata in Flex fino al '97 poi si è ritirata per mettere su una bellissima famiglia.
Come imprenditore nell'arco di questi 17 anni è cambiata la sua mentalità?
Continuamente, è stato un processo ininterrotto di cambiamento. Ciò che penso oggi di sicuro non lo pensavo 10, 5 anni fa. Probabilmente la visione che avevo mi ha incoraggiato al mutamento. La passione che avevo e che ho mi ha sempre permesso di "sentire" e avere per il mercato una particolare sensibilità. Tutto ciò mi ha portato a voler capire e anticipare quello che possono essere i nuovi bisogni. Diciamo che la mia mentalità mi porta a credere che ciò che oggi è in un modo domani di certo non lo sarà più. E per un imprenditore la sfida è comprenderlo prima degli altri! Cominci oggi quello che sarà domani anticipando il cambiamento. E questo come si può capire ti costringe a non fissarti sul prodotto ma a preoccuparti di ciò che ancora non esiste ma che di certo potrebbe rendere la vita migliore. Da qui in poi tutte le azioni di marketing, senza trascurare per altro gli altri aspetti gestionali di una azienda, vedi l'amministrazione, le risorse umane e via dicendo.
Qual è la sua caratteristica distintiva per cui vorrebbe essere ricordato?
Mi piacerebbe essere ricordato per tutto! Per le mie caratteristiche umane, imprenditoriali, come un buon padre di famiglia, come quello un po' monello, irrequieto, un po' scugnizzo come vogliono le mie origini, insomma per tutto ciò che sono!
Dall'alto della sua esperienza, come pensa si crea un senso di appartenenza forte alla mission aziendale da parte dei collaboratori?
Quando si lavora con gli uomini non puoi ragionare come fossi da solo. E se anche hai voglia di andare avanti ma non lavori con loro ti ritrovi come quello che si lancia in una piscina vuota. Invece va assolutamente riempita! E allora devi avere la pazienza di non tuffarti subito anche se il desiderio è grande e cominciare quindi a caricarla; questo significa stimolare i tempi di miglioramento delle competenze dei tuoi collaboratori, trasferire di volta in volta le informazioni senza mai dare nulla per scontato, condividere tutte le idee che ti passano per la testa finchè non le hanno fatte proprie e solo allora ti puoi lanciare anche dal trampolino più alto! Sono passi che hanno bisogno di un tempo di risposta preciso da parte di chi ti affianca e vanno rispettati.
Quali le leve su cui ha fatto forza per creare un team vincente in continua evoluzione?
Io ho notato che la trasparenza è fondamentale. L'etica, i valori, la coerenza di comportamento hanno una rilevanza notevole. E poco importa se a volte ti portano a mostrare il fianco. Chi è davvero con te in quel momento di certo non se ne approfitta. Quando invece ho cercato di mascherare qualcosa per non rimanere scottato ho preso però una fregatura con me stesso. E' un po' come con i figli. Tu puoi anche raccontare le storie più belle ma loro sanno leggerti dentro ed è quindi difficile far credere qualcosa che non c'è. Per questo oggi ritengo, che, se con naturalezza e convinzione operi con passione, in maniera chiara, con una condotta costante, questo ti porta a vincere e soprattutto a far vincere.
Lei è una persona molto motivata. Ritiene la motivazione come una delle componenti di successo di un team vincente? E quale il modo più adatto per motivare i collaboratori?
Con gli anni ho imparato l'importanza di coinvolgere e non travolgere gli altri con le mie idee e la mia passione. Per questo oggi penso che la motivazione "a fare" che si respira tra i miei uomini sia frutto di molta condivisione, scambi e confronti anche accesi se occorre. Ritengo non ci siano formule magiche per motivare. Sono sicuro però che le persone per sentirsi di valore vadano spronate a dare sempre il 100%. Per questo siamo soliti in Flex lanciare sempre sfide nuove e allo stesso tempo fare in modo che ognuno possa crescere in competenze e abilità attraverso processi, strumenti e percorsi formativi sempre aggiornati. E' importante che ognuno si renda conto che con la propria volontà e tenacia fa la differenza in azienda.
A proposito di confronto, ritiene che la formazione giochi un ruolo importante a tal fine? Se si come?
Ritengo che l'autoanalisi personale e di gruppo sia fondamentale. Io vorrei chiedere a tutti in azienda quanti libri leggono di autoanalisi. Siccome immagino quale la possibile risposta, in Flex c'è un grosso impegno nel fare formazione a tutti i livelli. Penso sia importante andare avanti con la curiosità di conoscere sempre cose nuove, di non ritenersi mai arrivati, di rimanere umili, lavorare sempre per crescere, essere determinati, avere rapporti di qualità con gli altri, sapersi presentare, saper organizzare. E il lavoro in aula aiuta in tutto ciò. Con questo tipo di approccio ci sono persone che in poco tempo hanno fatto cambiamenti positivi, realizzando un successo personale davvero importante.
A proposito di successo, che cosa rappresenta per lei?
E' uno stato mentale. Non è solo una direzione, è un atteggiamento che deve accompagnarti in ogni area della tua vita. Hai veramente successo sul lavoro se anche nella tua vita privata, in famiglia e con gli amici hai successo e viceversa. Il successo è uno stato che ti accompagna dappertutto.
Un consiglio per un giovane imprenditore agli inizi della propria carriera?
Di fare programmi a lungo termine e di considerare tutte le varianti che si presentano. Tutto questo con estrema velocità e apertura verso il mondo esterno.
Come interpreta lo scenario attuale del mondo imprenditoriale?
È tutto molto smembrato. A volte sembra ci sia una sorta di freno artificiale. E credo invece che la categoria degli imprenditori non chieda altro che di poter spingere con le proprie risorse senza qualcuno che remi contro! Bisogna per assurdo essere ancora più bravi, competenti, intraprendenti, disciplinati e lavorare costantemente per la prosperità dell'azienda, diversamente è solo sopravvivenza e questo non crea ricchezza e benessere.
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FLEX: QUANDO LA PASSIONE FA CORRERE..ANCHE IN FORMULA UNO
COME NASCE E COME SI SVILUPPA LA CCRE?
La CCRE nasce nel ’54 con la denominazione di Casa del Cuscinetto, quando lo sviluppo economico era in piena crescita e c’era moltissimo spazio per incrementare i propri fatturati. Era quello il periodo in cui il cliente andava alla ricerca del fornitore e non il contrario.
Nel ‘73 dopo diversi spostamenti ed ampliamenti di struttura, ci siamo trasferiti definitivamente nella sede attuale, che ha una superficie di circa 2000 metri.
QUALI LE MOTIVAZIONI CHE L’HANNO PORTATA A DIVENIRE IMPRENDITORE, QUINDI A PROSEGUIRE DOPO GLI STUDI LE ORME DI FAMIGLIA?
Per un sincero interesse riguardo lo spazio di crescita che la CCRE poteva ancora conquistarsi nel mercato. Mi spiego meglio: i primi anni 80 sono stati per l’azienda anni di assestamento. Ci si era come adagiati sui frutti conquistati sino a quel momento, quindi per un certo periodo non si è affrontato il mercato con nuove energie o con dinamiche aggiornate ed al passo coi tempi. Poi però si è capito che ampliare la gamma dei prodotti offerti e soprattutto dare maggiore qualità al servizio erogato, ci avrebbe dato la possibilità di essere percepiti meglio dai nostri interlocutori. Siamo diventati così più orientati al cliente, rinnovando ed aggiornando le politiche in relazione ai mutamenti avvenuti nel mercato e che in quel momento ci avevano visto operare solo con una parte delle nostre potenzialità. Tutto ciò, ha rappresentato per me una sfida importante che tutt’oggi affronto impiegando molte risorse.
QUALI SONO STATI GLI STIMOLI, I MOTIVI CHE L’HANNO SPINTA A PRENDERSI LA RESPONSABILITA’ DI UN’IMPRESA, APPORTANDO UN TOCCO PERSONALE, ORIGINALE E INNOVATIVO?
Si può dire che ho respirato l’aria di questa azienda fin da ragazzino, seppure da adolescente avevo anche altre idee per il mio futuro lavorativo. Una volta cresciuto e completato la mia formazione, ero già abbastanza maturo però, per essere coinvolto in questa attività. Sono stato quindi molto contento di avventurarmi in questa nuova esperienza tenuto conto anche di quanto mio padre ci tenesse, affinché io raccogliessi il suo “testimone”. I primi tempi sono entrato in punta di piedi, cercando di capire quanto mi circondava. Nei primi anni ho imparato molte cose di carattere operativo e tecnico: l’esperienza diretta mi ha permesso così di fare con cognizione di causa una riorganizzazione interna precisa, coniugando l’operatività passata con l’introduzione delle innovazioni tecnologiche ed informatiche che mano a mano venivano in uso. Tramite questi strumenti, la qualità del lavoro ha subìto sicuramente notevoli migliorie. Ovvio che l’apportare delle novità, ha creato inizialmente all’interno dell’azienda, un po’ di scetticismo e malumori ma la credibilità che mi ero conquistato con la pratica sul campo, mi ha permesso insieme con il ragioniere Manghi, di migliorare diversi aspetti in azienda in modo graduale, costante e soprattutto senza creare disagi né ai nostri uomini né ai nostri clienti.
QUALE LA CARATTERISTICA DISTINTIVA DELLA SUA MANAGERIALITà?
Il sapermi mettere in discussione ed il sapere ascoltare sempre gli altri, clienti o colleghi che siano. Cosa importante inoltre, per me, è riuscire a metabolizzare le esperienze, anche quelle esterne, sintetizzandole in informazioni facilmente trasportabili all’interno della mia realtà aziendale. In fondo non invento nulla di nuovo, ma mi è utile per meglio interpretare il tutto con chiavi di lettura sempre aggiornate.
QUALI I SUOI OBIETTIVI IN OTTICA DI MERCATO, SUL SUO SETTORE DI RIFERIMENTO?
Continuare sempre in una crescita armoniosa che sia, pur senza colpi di testa o passi più lunghi della gamba, costante in termini di risultati, dimensioni e diffusione territoriale. Per fare ciò ci vogliono ovviamente i collaboratori giusti, sano ottimismo e condizioni di mercato che in linea di massima lo consentano.
ALL’INIZIO DI QUESTA INTERVISTA SI E’ PARLATO DI UNA CERTA CURA VERSO L’INTERLOCUTORE ESTERNO. IN TAL SENSO, C’È LA STESSA ATTENZIONE VERSO IL “CLIENTE INTERNO” OVVERO VERSO IL COLLABORATORE?
Per ottenere obiettivi importanti c’è bisogno degli altri. Rispetto al cliente, è già da una ventina d’anni che si è compresa l’importanza della cura e dell’assistenza verso di lui. Per ciò che riguarda i collaboratori, c’è sempre stata una costante attenzione riguardo la loro soddisfazione in ambito lavorativo, oggi però vi è una più delineata ricerca qualitativa riguardo la loro motivazione, la loro crescita professionale e il loro coinvolgimento nei progetti aziendali. Negli ultimi anni si è cercato di rendere sempre più palesi gli obiettivi che sono da condividersi all’interno di CCRE. Questo tipo di mentalità sta dando buoni frutti: lo si può percepire dal grado di fidelizzazione che i nostri collaboratori mostrano all’interno così come all’esterno.
VI E’ QUINDI UN BUON ALLINEAMENTO FRA I PROGETTI CHE L’AZIENDA DESIDERA REALIZZARE ED I COLLABORATORI?
Direi proprio di sì, soprattutto da parte di chi, in misura notevole contribuisce a ottenere il maggior numero di risultati. Ovvio che quasi tutti si sentono parte di una squadra compatta, vi sono alcuni però che hanno mantenuto e implementato nel tempo, motivazioni sempre più forti. Riuscire a trasferire il loro entusiasmo e la qualità della loro attività agli altri del gruppo, è il nostro impegno quotidiano.
NELLA SUA AZIENDA VI SONO STATE SINO AD OGGI DIVERSE INNOVAZIONI. RISPETTO AI CAMBIAMENTI CHE NEGLI ANNI, LE SITUAZIONI E LE NUOVE LEVE HANNO APPORTATO, VEDESI TECNOLOGIE, CERTIFICAZIONE DI QUALITA’, INFORMATICA E UNA AZIENDA DI CONSULENZA E FORMAZIONE, CHE TIPO DI REAZIONE VI E’ STATA IN GENERALE?
Molta curiosità. Questo vale per gli strumenti tecnologici come per la Formazione una “materia” che soprattutto in questi ultimi tempi sta prendendo piede in modo considerevole. Rispetto a quest’ultima di fatto, molti sono stati coinvolti direttamente e hanno quindi toccato con mano una realtà nuova come appunto quella della gestione delle risorse umane. Coloro che non hanno avuto contatti diretti si sono invece informati. Da tutti comunque, è stato percepito il cambiamento della politica gestionale in ambito aziendale. La Selezione ad esempio, fatta con Studio G.R., è stato sicuramente il primo indicatore tangibile sia per il nuovo modus operandi acquisito, sia per i risultati ottenuti sin da subito.
QUALI LE SCOMMESSE SU CUI L’AZIENDA PUNTA OGGI PER DIVENTARE ANCORA PIU’ COMPETITIVA DOMANI?
Una riguarda la logistica interna. I costi da affrontare sono notevoli, ma consentiranno all’azienda di acquisire maggiore qualità nel servizio erogato. L’altra è di farsi trovare “attrezzati” qualora il mercato ci costringa a misurarci sempre più con grandi gruppi e realtà del settore, talvolta multinazionali già fortemente presenti in alcuni mercati europei. Ecco, il nostro obiettivo è di perseguire i nostri scopi al meglio, secondo la ricerca di standard sempre più elevati e soddisfacenti. Importante, proprio per questa ragione, è riuscire a mantenere una mentalità propositiva e orientata alla voglia costante di crescere.
CHE CONSIGLI DAREBBE A UN GIOVANE CHE SI AFFACCIA AL MONDO DEL LAVORO?
Cercare fra le tante e diverse realtà, le aziende che possono offrire serietà e professionalità e che soprattutto possono coniugarsi con le proprie attitudini. E’ necessario inoltre porsi nell’ottica di imparare quanto più possibile, con molta umiltà e senza avere troppa fretta. Con il tempo diventa più semplice poi, proporsi per incarichi e responsabilità di un certo livello. Occorre di fatto molta pazienza e nello stesso tempo molta chiarezza nel far capire ai propri responsabili che si hanno ambizioni di qualità e che si è disponibili a rivestire ruoli di maggiore spessore.
AD OGGI SIETE RIUSCITI A SCOPRIRE E A FAR CRESCERE DEI TALENTI ALL’INTERNO DELLA VOSTRA AZIENDA?
Direi proprio di si. Abbiamo molte persone valide che nel tempo hanno trovato in CCRE lo spazio che consente loro di esprimere e soddisfare le proprie ambizioni. Questo è un fattore importante, in quanto rimanda all’esterno una visione aziendale compatta e coesa.
CONCLUDENDO: CI DICE UNA CARATTERISTICA VINCENTE DELLA SUA AZIENDA E DEI SUOI UOMINI?
Dell’azienda, sicuramente l’attenzione che viene data al cliente. Degli uomini, la loro motivazione e il loro contributo nel fare di questa struttura una realtà vivace e dinamica.
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MATTIOLI S.R.R: CHI HA SAPUTO FARE DEL SERVIZIO LA PROPRIA ARMA VINCENTE
COME NASCE IL SUCCESSO DI MATTIOLI S.r.l.?
Capire ciò che il mercato vuole, anticipandone anzi le richieste e seguirlo senza subirlo, è la ragione principale del successo di Mattioli S.r.l.. Siamo una piccola azienda che però, nel nostro settore è leader per risultati, posizionamento, servizio e prodotti giusti. Per i prossimi anni il nostro obiettivo è mantenere questa posizione e cercare di conquistare nuovi spazi.
QUALI LE MOTIVAZIONI CHE L’HANNO CONDOTTA A INTRAPRENDERE UNA CARRIERA IMPRENDITORIALE IN QUESTO CAMPO?
Sono un autodidatta per eccellenza. Ho cominciato come operaio, interessandomi poi a un’attività tanto in voga anni fa, ovvero quella del multilevel. Campo questo, dove ho ricevuto i primi rudimenti di tipo formativo. Il mio carattere tenace e intraprendente mi ha portato a crescere e a non accontentarmi più ad un certo punto di ciò che quell’organizzazione poteva offrirmi in termini di soddisfazioni, mi sono messo così a comprare e vendere prodotti per conto mio. Negli anni 80 si vendeva direttamente nei punti vendita della distribuzione organizzata. La politica di allora era fare concorrenza al grosso gruppo d’acquisto. Il successo della mia azienda è nato invece quando si è compreso che collaborare con questi gruppi e interpretare le loro esigenze (Conad, Sigma, Coop…), cioè ricevendo da parte loro un contratto di mandato vero e proprio in termini di prodotto e servizio, significava riuscire a collocarsi in uno spazio importante. Da qui l’impennata, dieci - dodici anni fa, dei nostri risultati e del nostro sviluppo.
COSA SCATURISCE DA QUESTA NUOVA SINERGIA?
Si può dire che non scontrarsi con i grandi gruppi di vendita ma essere per loro fondamentali perché il servizio offerto nei loro punti vendita era eccellente, ha aperto diverse strade. Oggi siamo fornitori di grandi gruppi anche europei, come AUCHAN, CARREFOUR; il nostro servizio è di livello, riconosciuto tale dai nostri clienti in termini di puntualità, conoscenza del prodotto, cura approfondita dei particolari, comprensione delle vere esigenze di mercato e quindi del cliente stesso. In questa ottica è molto importante per noi formare all’interno, gli uomini che rappresentano fuori l’azienda Mattioli S.r.l.
QUALE, IL FATTORE CHE HA DETERMINATO L’ASCESA DELLA VOSTRA AZIENDA?
In relazione a quanto detto prima, per diversi mesi, cinque anni fa, mi sono impegnato al fine di costituire un Consorzio Nazionale creato su un patto di non concorrenza. Oggi vi fanno parte tredici aziende che portano avanti un progetto comune in termini di obiettivi e risultati. Il Consorzio è un esempio importante di innovazione imprenditoriale nel nostro settore, in quanto permette come sinergia, di attuare ottime strategie a livello produttivo, con contrattualistiche nazionali ed europee di rilievo. Essere riusciti a unire le forze anziché disperdere buone risorse nel contrastarci l’un l’altro, ha sicuramente contribuito a uno sviluppo di qualità della Mattioli S.r.l. e non solo. Questa è un’esperienza significativa che insegna quanto sia fondamentale oggi, saper guardare aldilà del proprio “orticello”.
HA UN RICORDO DEI PRIMI TEMPI ?
Ero pieno di entusiasmo, come del resto lo sono oggi e soprattutto avevo un progetto chiaro in testa. Forse l’unica difficoltà allora, era convincere della validità del mio progetto, chi poteva darvi credito in termini finanziari. Oggi non cambierei quasi nulla di quanto fatto; con il senno di poi farei solo maggiore attenzione a una pianificazione e a una strategia, più accorte e programmate.
QUALE LA SUA CARATTERISTICA DISTINTIVA COME IMPRENDITORE?
Sono una persona che sa ascoltare ed essere di supporto. Per me è fondamentale che il mio interlocutore sappia che si sta confrontando con un punto di riferimento importante. Per questo sono solito essere schietto e immediato.
QUALI, GLI OBIETTIVI PER IL FUTURO? COME IMMAGINA LA MATTIOLI S.r.l. TRA DIECI ANNI?
Rafforzare presso i grossi gruppi il nostro progetto è uno degli obiettivi più importanti che ci siamo posti. Se riusciamo in questo, il futuro è certamente positivo, concentrato su due fattori importanti: il prodotto ed il servizio. Il servizio si rivolge a chi produce il prodotto e alla grande distribuzione che lo posiziona all’interno dei propri punti vendita. Per il prodotto poi, abbiamo intenzione, oltre che a fare da distributori, di rafforzare le linee di nostra produzione. Quindi da qui a dieci anni la Mattioli S.r.l. dovrà specializzarsi sempre di più su due fattori: la fornitura di un servizio di qualità alle aziende che producono e fare un buon lavoro commerciale sui propri marchi. La nostra azienda in sintesi, si focalizzerà su questi due aspetti e chiave del nostro successo futuro sarà quindi, da una parte l’erogazione di un ottimo servizio e dall’altra i nostri prodotti di marca.
IL PRODOTTO DI MATTIOLI S.r.l. CHE HA FATTO DA “APRIPISTA”?
La prima linea dove abbiamo cominciato a produrre è quella delle pantofole con il marchio “Pantofollie”, in seguito (circa 5 anni fa) è nato il marchio “Prati di Casa”.
Quest’ultimo è legato alla produzione di tappetini, prodotto curato con grandi sforzi, nato da un’analisi di mercato. C’era di fatto un solo altro interlocutore che li produceva e ne aveva in pratica il monopolio. Noi ci siamo quindi inseriti in questo spazio, diversificando il prodotto stesso e unendolo a quella che è la nostra peculiarità, il servizio. Il nome scelto nasce da una ricerca che ci ha condotto a questo marchio e che legato ai tappetini, sembra calzare a pennello.
COME INTERPRETA LO SCENARIO ATTUALE DEL MONDO IMPRENDITORIALE?
La mia struttura si confronta con altre aziende, che in linea di massima hanno problematiche e difficoltà legate alla quotidiana operatività. Ad oggi credo che quelle rilevanti siano da imputarsi più che a finanziamenti e a fatturati, alla formazione e quindi alla qualità del personale interno. E’ impensabile di fatto, portare avanti un buon progetto se non si hanno i collaboratori giusti.
LA MATTIOLI COME SI ADOPERA IN TAL SENSO?
Da diversi anni abbiamo cominciato una sinergia con Studio G.R., in quello che è un percorso di selezione e formazione ben delineato. Ci sono poi all’interno della struttura persone che sono cresciute in modo qualitativo e che affiancandoli, aiutano i nuovi arrivati nel loro inserimento. E’ importante infatti far percepire a questi ultimi, tutti gli aspetti aziendali e soprattutto la cultura che vi è all’interno. Investiamo quindi molto tempo e risorse sui nostri uomini, in particolar modo poi, se dimostrano grande volontà.
STA PAGANDO QUESTA STRATEGIA?
Direi proprio di si. Ci sono diverse persone che lavorano con noi da tanti anni. Altri aspetti positivi allo stesso tempo significativi sono: la quasi assenza di turnover e lo scarso assenteismo del personale stesso, all’interno dell’azienda. Sono tutti piccoli indicatori, ma che danno una chiara lettura di come è percepita l’azienda e il suo progetto.
QUAL’E’ LA SUA RICETTA PER IL SUCCESSO? VUOLE DARE UN CONSIGLIO PER IL GIOVANE IMPRENDITORE AGLI INIZI DELLA PROPRIA CARRIERA?
Riflettere bene su quello che desidera fare. Chi ha voglia di realizzarsi, chi ha le potenzialità per poter intraprendere una carriera da imprenditore deve avere un buon progetto in testa, buona volontà e tanto spirito di sacrificio. E’ importante inoltre partire con un‘ottica corretta riguardo la gestione dei propri uomini. Deve lavorare di fatto, con onestà e sincerità. Mai disilludere le loro aspettative, meglio dire le cose come stanno al momento e con il tono giusto. Avrà così collaboratori fidelizzati che lo seguiranno nella realizzazione dei progetti voluti, in quanto tanta sarà la fiducia e la stima nei suoi riguardi e nei suoi scopi. Questo è un valore inestimabile. Consente di avere e condividere accordi chiari e soprattutto duraturi.
Per maggiori informazioni scrivi a mattioli@mail.aitec.it.