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Intervista con

Fausto Lucà Presidente Flex

FLEX: QUANDO LA PASSIONE FA CORRERE..ANCHE IN FORMULA UNO

 

foto fausto lucà

Incontro il signor Fausto Lucà nel nucleo operativo dell'azienda. Entrando si respira un'aria galvanizzante. Guardando i collaboratori all'opera, capisco che c'è qualcosa che sta creando grande energia e soddisfazione. La cosa mi incuriosisce non poco perciò chiedo cosa sta succedendo. La risposta non si fa attendere: mister Ron Dennis della scuderia MacLaren con il suo elicottero privato è atterrato a Brescia, area fiera, per visionare il paddock realizzato dagli uomini di Flex. L'incontro è andato benissimo e il presidente MacLaren con il suo staff sono rimasti molto soddisfatti della realizzazione del paddock che li seguirà in Formula Uno. Un altro risultato brillante per una azienda italiana che sa farsi valere con grande professionalità e grinta anche all'estero.

 

Quali le motivazioni che l'hanno condotta a intraprendere una carriera imprenditoriale in questo campo?

Alla fine degli anni 80, dopo 15 anni di lavoro in medio oriente, volevo reinventarmi un'altra vita. Avevo di fatto deciso di chiudere quel ciclo per qualcosa di nuovo. Il settore l'ho scelto dopo alcuni viaggi negli Stati Uniti e per la curiosità di dare vita a qualcosa che qui in Italia non sussisteva ancora. Esisteva di fatto un'esigenza, un vuoto importante che però non si vedeva. Quindi mi attendeva una bella sfida; c'era tutto da fare, tutto da costruire e creare. Con questa prospettiva sono nati tutti i prodotti Flex.

 

Come ricorda i primi tempi?

Bellissimi! Come adesso direi; con la differenza che la fame, gli stipendi che non avevo perché per due anni ho lavorato gratuitamente per via di altre priorità, mi davano un'adrenalina, una forza e se possibile una marcia in più!

 

Ci sono persone che l'hanno aiutata all'inizio?

Come no! Tutti quanti. Mia moglie in primis per tutta la pazienza avuta. Il socio iniziale che ha collaborato con me per un anno, perché sicuramente mi ha fatto capire le potenzialità del progetto. Forse senza di lui non avrei neanche tentato l'impresa. Altra figura fondamentale la mia prima impiegata, Miriam, che assolutamente ha creduto in questa avventura rinunciando a un posto "sicuro e importante" per venire in quello che allora era poco più di un garage con un collega, io, che faceva un po' di tutto; di fatto ero il classico "one man show" per intenderci. Miriam è stata in Flex fino al '97 poi si è ritirata per mettere su una bellissima famiglia.

 

Come imprenditore nell'arco di questi 17 anni è cambiata la sua mentalità?

Continuamente, è stato un processo ininterrotto di cambiamento. Ciò che penso oggi di sicuro non lo pensavo 10, 5 anni fa. Probabilmente la visione che avevo mi ha incoraggiato al mutamento. La passione che avevo e che ho mi ha sempre permesso di "sentire" e avere per il mercato una particolare sensibilità. Tutto ciò mi ha portato a voler capire e anticipare quello che possono essere i nuovi bisogni. Diciamo che la mia mentalità mi porta a credere che ciò che oggi è in un modo domani di certo non lo sarà più. E per un imprenditore la sfida è comprenderlo prima degli altri! Cominci oggi quello che sarà domani anticipando il cambiamento. E questo come si può capire ti costringe a non fissarti sul prodotto ma a preoccuparti di ciò che ancora non esiste ma che di certo potrebbe rendere la vita migliore. Da qui in poi tutte le azioni di marketing, senza trascurare per altro gli altri aspetti gestionali di una azienda, vedi l'amministrazione, le risorse umane e via dicendo.

 

Qual è la sua caratteristica distintiva per cui vorrebbe essere ricordato?

Mi piacerebbe essere ricordato per tutto! Per le mie caratteristiche umane, imprenditoriali, come un buon padre di famiglia, come quello un po' monello, irrequieto, un po' scugnizzo come vogliono le mie origini, insomma per tutto ciò che sono!

 

Dall'alto della sua esperienza, come pensa si crea un senso di appartenenza forte alla mission aziendale da parte dei collaboratori?

Quando si lavora con gli uomini non puoi ragionare come fossi da solo. E se anche hai voglia di andare avanti ma non lavori con loro ti ritrovi come quello che si lancia in una piscina vuota. Invece va assolutamente riempita! E allora devi avere la pazienza di non tuffarti subito anche se il desiderio è grande e cominciare quindi a caricarla; questo significa stimolare i tempi di miglioramento delle competenze dei tuoi collaboratori, trasferire di volta in volta le informazioni senza mai dare nulla per scontato, condividere tutte le idee che ti passano per la testa finchè non le hanno fatte proprie e solo allora ti puoi lanciare anche dal trampolino più alto! Sono passi che hanno bisogno di un tempo di risposta preciso da parte di chi ti affianca e vanno rispettati.

 

Quali le leve su cui ha fatto forza per creare un team vincente in continua evoluzione?

Io ho notato che la trasparenza è fondamentale. L'etica, i valori, la coerenza di comportamento hanno una rilevanza notevole. E poco importa se a volte ti portano a mostrare il fianco. Chi è davvero con te in quel momento di certo non se ne approfitta. Quando invece ho cercato di mascherare qualcosa per non rimanere scottato ho preso però una fregatura con me stesso. E' un po' come con i figli. Tu puoi anche raccontare le storie più belle ma loro sanno leggerti dentro ed è quindi difficile far credere qualcosa che non c'è. Per questo oggi ritengo, che, se con naturalezza e convinzione operi con passione, in maniera chiara, con una condotta costante, questo ti porta a vincere e soprattutto a far vincere.

 

Lei è una persona molto motivata. Ritiene la motivazione come una delle componenti di successo di un team vincente? E quale il modo più adatto per motivare i collaboratori?

Con gli anni ho imparato l'importanza di coinvolgere e non travolgere gli altri con le mie idee e la mia passione. Per questo oggi penso che la motivazione "a fare" che si respira tra i miei uomini sia frutto di molta condivisione, scambi e confronti anche accesi se occorre. Ritengo non ci siano formule magiche per motivare. Sono sicuro però che le persone per sentirsi di valore vadano spronate a dare sempre il 100%. Per questo siamo soliti in Flex lanciare sempre sfide nuove e allo stesso tempo fare in modo che ognuno possa crescere in competenze e abilità attraverso processi, strumenti e percorsi formativi sempre aggiornati. E' importante che ognuno si renda conto che con la propria volontà e tenacia fa la differenza in azienda.

 

A proposito di confronto, ritiene che la formazione giochi un ruolo importante a tal fine? Se si come?

Ritengo che l'autoanalisi personale e di gruppo sia fondamentale. Io vorrei chiedere a tutti in azienda quanti libri leggono di autoanalisi. Siccome immagino quale la possibile risposta, in Flex c'è un grosso impegno nel fare formazione a tutti i livelli. Penso sia importante andare avanti con la curiosità di conoscere sempre cose nuove, di non ritenersi mai arrivati, di rimanere umili, lavorare sempre per crescere, essere determinati, avere rapporti di qualità con gli altri, sapersi presentare, saper organizzare. E il lavoro in aula aiuta in tutto ciò. Con questo tipo di approccio ci sono persone che in poco tempo hanno fatto cambiamenti positivi, realizzando un successo personale davvero importante.

 

A proposito di successo, che cosa rappresenta per lei?

E' uno stato mentale. Non è solo una direzione, è un atteggiamento che deve accompagnarti in ogni area della tua vita. Hai veramente successo sul lavoro se anche nella tua vita privata, in famiglia e con gli amici hai successo e viceversa. Il successo è uno stato che ti accompagna dappertutto.

 

Un consiglio per un giovane imprenditore agli inizi della propria carriera?

Di fare programmi a lungo termine e di considerare tutte le varianti che si presentano. Tutto questo con estrema velocità e apertura verso il mondo esterno.

 

Come interpreta lo scenario attuale del mondo imprenditoriale?

È tutto molto smembrato. A volte sembra ci sia una sorta di freno artificiale. E credo invece che la categoria degli imprenditori non chieda altro che di poter spingere con le proprie risorse senza qualcuno che remi contro! Bisogna per assurdo essere ancora più bravi, competenti, intraprendenti, disciplinati e lavorare costantemente per la prosperità dell'azienda, diversamente è solo sopravvivenza e questo non crea ricchezza e benessere.

 

Il libro sul comodino: The Daily Drucker di Peter Drucker, (economista di fama mondiale e grande esperto di management).

 

Riflessione personale: "la mia fame è poter parlare tutti i giorni con qualcuno che mi faccia scattare qualcosa dentro".

 

Per maggiori informazioni consulta il sito www.flex.it o contatta info@flex.it

zoom sull'azienda

Nome azienda:
Flex

Fondata nel:
1990

Presidente:
Fausto Lucà

Settore: Sistemi per l'esposizione, la comunicazione e la gestione del traffico pedonale

Punti di forza:
Passione per l'innovazione, versatilità, dinamismo, presenza internazionale

 

in archivio

Interviste a:

 

Fausto Luca'
Flex

 

Silvia Migliorini
Apple Press Group

 

Marco Bottazzi
Casa del Cuscinetto

 

Romano Mattioli
Mattioli S.r.l.

 

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